PROTOCOLLO
DI INTESA
tra le Regioni,
l'ANCI, l'UPI e l'associazionismo rappresentato dagli Enti di promozione sportiva
(EdPS)
sul loro ruolo
nel percorso verso la conferenza nazionale sullo sport: competenze del CONI
e competenze delle autonomie locali nei confronti dello sport di base e dilettantistico
e di una politica delle risorse per lo sport che va globalmente ripensata.
Roma, 6 giugno
2000
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COORDINAMENTO
DEGLI ASSESSORI ALLO SPORT
DELLE REGIONI
E DELLE PROVINCE AUTONOME.
U.P.I. UNIONE
PROVINCE ITALIANE
A.N.C.I. -
ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI D'ITALIA
E.D.P.S. -
ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA
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Le rapide trasformazioni avvenute
nelle culture e nei concreti assetti
organizzativi
dello sport richiedono, per un'efficace azione pubblica di
governo,
soluzioni di riforma più profonde del solo riordino del CONI, le
cui difficoltà
sono solo parzialmente spiegabili con la crisi finanziaria
causata dalle
minori entrate dei concorsi pronostici.
Siamo in realtà di fronte ad uno
sviluppo della domanda, delle culture e
dei concreti
aspetti organizzativi dello sport rispetto ai quali il Decreto
di riordino
del CONI del luglio 1999 si dimostra inadeguato, lasciando
intendere di
voler continuare a gestire una delega su tutto lo sport senza
avere
legittimità, strumenti e risorse. E' necessario, quindi, procedere con
convinzione e
coerenza sul terreno della riforma complessiva dello sport.
Queste sono le ragioni che ci fanno
ritenere importante la Conferenza
Nazionale
sullo sport, che deve avere un marcato profilo culturale e
politico per
lanciare la sfida di un nuovo modello di sviluppo. Tale
processo dovrà
tenere conto, tra l'altro, del distacco dello sport
professionistico
che persegue le proprie legittime logiche di profitto
aziendale,
dell'ancoraggio dello sport di base e dilettantistico al sistema
delle
autonomie locali e di una politica delle risorse per lo sport che va
globalmente
ripensata.
Solo così sarà possibile valorizzare
la capacità dell'Italia di essere ai
primi posti
nello sport olimpico e di alta competizione e ,
contemporaneamente,
mantenere un profondo radicamento dell'associazionismo
di base a
carattere volontario e non profit.
Ciò, naturalmente, non intende in
alcun modo intaccare la competenza del
CONI in
materia di sport agonistico, di cui va salvaguardata l'autonomia,
anche
finanziaria.
Ciò premesso, le Regioni, l'ANCI,
l'UPI e l'associazionismo rappresentato
dagli Enti di
promozione sportiva rivendicano un ruolo nel percorso verso
la conferenza
nazionale sullo sport e individuano come centrali per le
prospettive
della riforma i seguenti punti:
-
riappropriazione da parte delle Istituzioni pubbliche delle politiche di
governo dello
sport per tutti, dello sport come diritto dei cittadini e
parte
costitutiva del nuovo welfare, anche con la costituzione di sedi
pubbliche di
concertazione e coordinamento diverse dal Comitato nazionale
Sport per
Tutti, organi del Coni, di tutti i soggetti che si occupano di
sport, dalle
autonomie locali al sistema formativo all'associazionismo e
allo stesso
Coni;
-
trasferimento di adeguate risorse destinate allo sport alle Regioni e
agli Enti
locali, a seguito dell'avvenuto trasferimento dei medesimi
soggetti di
ogni competenza del Coni e la vigilanza sul Coni e
sull'Istituto
per il Credito Sportivo, di competenza del Governo nazionale.
- distinzione
normativa non equivoca tra il professionismo e il
dilettantismo
non profit, con l'approvazione, auspicabilmente prima della
Conferenza
nazionale, della legge sulle società sportive dilettantistiche
ancora
all'esame della Camera.
- introduzione
di una voce di bilancio sullo sport alla luce anche dei
consistenti
introiti fiscali assicurati allo Stato dallo sport, con cui
finanziare con
meccanismi certi, oltre al trasferimento alle Regioni e agli
Enti locali,
gli Enti di promozione sportiva, i programmi di sviluppo per
lo sport per
tutti e le necessità dello sport agonistico del Coni.
Su questi punti le Regioni,
province, comuni ed Enti di promozione
sportiva sono
interessati a sviluppare, da qui alla Conferenza nazionale,
un confronto
con tutti i soggetti interessati, a partire dai livelli di
base, affinché
le proposte di riforma non siano di penalizzazione per
nessuno, ma di
nuove opportunità di crescita per tutti, nell'interesse dei
cittadini e
delle nostre comunità.
A tal fine, i rappresentanti delle
parti hanno deciso di dare vita ad un
Coordinamento
Nazionale Permanente,
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