L. 16 dicembre 1991, n. 398 (1).

Disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche

(1/a) (1/circ).

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 17 dicembre 1991, n. 295.

(1/a) Con D.M. 18 maggio 1995 (Gazz. Uff. 14 giugno 1995, n. 137) sono stati approvati i modelli di distinta e di dichiarazione d'incasso e le relative modalità di compilazione.

(1/circ) Con riferimento al presente provvedimento sono state emanate le seguenti circolari:

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

1. 1. Le associazioni sportive e relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti, che svolgono attività sportive dilettantistiche e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a lire 100 milioni, possono optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell'imposta locale sui redditi secondo le disposizioni di cui all'articolo 2. L'opzione è esercitata mediante comunicazione a mezzo lettera raccomandata da inviare al competente ufficio dell'imposta sul valore aggiunto; essa ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è esercitata, fino a quando non sia revocata e, in ogni caso, per almeno un triennio. I soggetti che intraprendono l'esercizio di attività commerciali esercitano l'opzione nella dichiarazione da presentare ai sensi dell'articolo 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (2), e successive modificazioni. L'opzione ha effetto anche ai fini delle imposte sui redditi e di essa deve essere data comunicazione agli uffici delle imposte dirette entro i trenta giorni successivi.

2. Nei confronti dei soggetti che hanno esercitato l'opzione di cui al comma 1 e che nel corso del periodo d'imposta hanno superato il limite di lire 100 milioni, cessano di applicarsi le disposizioni della presente legge con effetto dal mese successivo a quello in cui il limite è superato.

3. Entro il 30 settembre di ciascun anno, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, si procede alla ricognizione della variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati relativo al periodo di dodici mesi terminante il 31 agosto di ciascun anno rispetto al valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno precedente. Con il medesimo decreto si stabilisce l'adeguamento del limite di lire 100 milioni di cui ai commi 1 e 2 nella stessa misura della variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati (2/a).

(2) Riportato alla voce Valore aggiunto (Imposta sul).

(2/a) Il D.P.C.M. 14 dicembre 1993 (Gazz. Uff. 22 dicembre 1993, n. 299) ha disposto che il limite di 100 milioni di lire, già elevato a lire 105,3 milioni per il periodo d'imposta 1992, è ulteriormente elevato per il periodo di imposta 1993, a lire 110 milioni. Tale limite è stato successivamente elevato, per il periodo di imposta 1994, a L. 114.510.000 con D.P.C.M. 24 novembre 1994 (Gazz. Uff. 19 dicembre 1994, n. 295); per il periodo di imposta 1995, a lire 119.892.000 con D.P.C.M. 7 novembre 1995 (Gazz. Uff. 23 novembre 1995, n. 274); per il periodo di imposta 1996, a L. 125.647.000 con D.P.C.M. 12 dicembre 1996 (Gazz. Uff. 21 gennaio 1997, n. 16); per il periodo di imposta 1997, a L. 128.411.000 con D.P.C.M. 28 novembre 1997 (Gazz. Uff. 18 dicembre 1997, n. 294); per il periodo di imposta 1998, a L. 130.594.000 con D.P.C.M. 10 novembre 1998 (Gazz. Uff. 5 dicembre 1998, n. 285). Per l'ulteriore elevazione del suddetto importo, vedi l'art. 25, L. 13 maggio 1999, n. 133, riportata alla voce Imposte e tasse in genere.

2. 1. I soggetti di cui all'articolo 1 che hanno esercitato l'opzione sono esonerati dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili prescritti dagli articoli 14, 15, 16, 18 e 20 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (3), e successive modificazioni. Sono, altresì, esonerati dagli obblighi di cui al titolo II del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (3/a).

2. I soggetti che fruiscono dell'esonero devono annotare nella distinta d'incasso o nella dichiarazione di incasso previste, rispettivamente, dagli articoli 8 e 13 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640 (4), opportunamente integrate, qualsiasi provento conseguito nell'esercizio di attività commerciali.

3. Per i proventi di cui al comma 2, soggetti all'imposta sul valore aggiunto, l'imposta continua ad applicarsi con le modalità di cui all'articolo 74, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (3/a).

4. Le fatture emesse e le fatture di acquisto devono essere numerate progressivamente per anno solare e conservate a norma dell'articolo 39, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (4/a), e dell'articolo 22 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (4/b). Sono fatte salve le disposizioni previste dalla legge 10 maggio 1976, n. 249, in materia di ricevuta fiscale, dal decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n. 627 (4/a), in materia di documento di accompagnamento dei beni viaggianti, nonché dalla legge 26 gennaio 1983, n. 18 (5), in materia di scontrino fiscale.

5. In deroga alle disposizioni contenute nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il reddito imponibile dei soggetti di cui all'articolo 1 è determinato applicando all'ammontare dei proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali il coefficiente di redditività del 3 per cento e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali (6).

6. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno approvati i modelli di distinta e di dichiarazione d'incasso di cui al comma 2 e stabilite le relative modalità di compilazione.

(3) Riportato alla voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte sui).

(3/a) Riportato alla voce Valore aggiunto (Imposta sul).

(4) Riportato alla voce Spettacoli pubblici (Diritti erariali sugli).

(3/a) Riportato alla voce Valore aggiunto (Imposta sul).

(4/a) Riportato alla voce Valore aggiunto (Imposta sul).

(4/b) Riportato alla voce Redditi delle persone fisiche e delle persone giuridiche (Imposte sui).

(4/a) Riportato alla voce Valore aggiunto (Imposta sul).

(5) Riportata alla voce Valore aggiunto (Imposta sul).

  1. Comma così modificato dall'art. 25, L. 13 maggio 1999, n. 133, riportata alla voce Imposte e tasse in genere.
  2. 3. 1. Il premio di addestramento e formazione tecnica di cui all'articolo 6, L. 23 marzo 1981, n. 91 (7), e successive modificazioni, percepito dai soggetti di cui all'articolo 1, non concorre alla determinazione del reddito dei soggetti stessi (8).
  3. (7) Riportata al n. A/V.
  4. (8) Così sostituito dall'art. 2, D.L. 20 settembre 1996, n. 485 (Gazz. Uff. 21 settembre 1996, n. 222), convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 18 novembre 1996, n. 586 (Gazz. Uff. 20 novembre 1996, n. 272).
  5. 4. 1. Le cessioni dei diritti alle prestazioni sportive degli atleti effettuate dalle associazioni sportive di cui alla presente legge sono soggette all'imposta sul valore aggiunto con l'aliquota del 9 per cento.